Acqua del rubinetto anche al ristorante, è un’alternativa buona e sicura

Bere acqua trattata del rubinetto  nei ristoranti sarebbe un’alternativa sicura all’acqua in bottiglia che permette, da un lato, di rispettare l’ambiente, riducendo gli spostamenti su gomma e lo smaltimento di Pet o vetro, e dall’altro anche un notevole risparmio economico per tutta la filiera, clienti in testa.

acqua broccaL’acqua che ristoranti e mense offrono ai propri clienti, trattata o non trattata, a titolo oneroso o gratuito, è infatti a tutti gli effetti un alimento della cui qualità gli Operatori del Settore Alimentare (Osa) sono responsabili. Le aziende serie che operano nel rispetto dell’attuale legislazione, infatti,  sono dotate di un Piano di autocontrollo che deve prendere in considerazione, al fine di minimizzare i rischi di contaminazione, una dettagliata analisi di ciascun punto critico nella quale devono essere indicate tutte le azioni preventive e le procedure di gestione e di manutenzione necessarie a mantenere l’acqua nelle migliori condizioni igienico-sanitarie anche con adeguato monitoraggio.

“I nostri codici statutari – dicono le associazioni di categorie – parlano chiaro e, come noi, sono molti coloro che non chiedono altro che di poter essere messi in condizioni di lavorare con scrupolo operando nella totale trasparenza e correttezza verso clienti e consumatori. Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito ad una crescita importane del consumo di acqua trattata, sia nei locali pubblici che tra le pareti domestiche, ed evidentemente questo dato di mercato continua a dare fastidio ad altri settori, ma la nostra lotta di civiltà e cultura, prima che di settore, prosegue e proseguirà ancora più convinta”. “Siamo infatti sicuri – concludono le associazioni in una nota – del nostro operato e della bontà delle soluzioni che siamo in grado di offrire ai cittadini che, adottandole, scelgono di rispettare di più l’ambiente, godere della comodità di un’acqua ideale al punto d’uso e di risparmiare rispetto al consumo di acqua minerale in bottiglia.” Roma, 20 feb.2014 - ( Fonte: Adnkronos)

Bottiglie di plastica: danno per la salute?

bottiglie-plastica-g-640x480Il bisfenolo A è una sostanza ampiamente usata per le bottiglie in plastica, il sottile film interno alle scatolette di cibi conservati, le tettarelle per lattanti e le confezioni alimentari. Se ne producono annualmente 2,8 milioni di tonnellate ed è già nota per la sua tossicità. Il nuovo allarme arriva dagli Stati Uniti, dove, secondo uno studio, alte concentrazioni  della molecola tossica nel sangue della donna incinta,  accrescono il rischio di aborto  dell’ 80% . In realtà, perchè la molecola entri in circolazione è sufficiente il contatto con il materiale incriminato: per chi è in dolce attesa dunque, bollino rosso sui cibi preconfezionati e sulle classiche bottiglie di plastica dimenticate al sole. Lo studio è stato presentato a Boston in occasione della conferenza annuale dell’American Society for reproductive Medicine (Asrm) (fonte: Adnkronos Salute)

Già si sapeva che questa sostanza contaminava gli alimenti con cui veniva a contatto, ed era sospettata di alterare gli ormoni sessuali umani. Ma  uno studio ha scoperto che è collegata anche col cancro alla prostata. In particolare, l’assunzione nella dieta umana di quantità piccole ma costanti di bisfenolo è particolarmente pericoloso nelle donne in gravidanza, alterando in modo cruciale, ma invisibile, lo sviluppo dei neonati.

La sostanza provoca infatti alterazioni microscopiche nella prostata del feto, che non sono riscontrabili alla nascita. Gli effetti si fanno sentire con gli anni, nella terza età, con ipertrofia delle prostata e tumore. Le alterazioni possono causare anche malformazioni dell’uretra. In Italia si registrano ogni anno 11 mila nuovi casi di cancro prostatico, e 6.300 morti per questa patologia: è la seconda causa di morte per cancro negli uomini, dopo il cancro al polmone.

Piccolissime quantità di questa plastica bastano dunque, nella vita fetale, a scombinare il sistema genitale dei maschi. La scoperta è dovuta all’equipe del professor Frederick vom Saal, che lavora all’Università del Missouri. Il gruppo ha somministrato a topine gravide piccolissime quantità di bisfenolo-A, mentre ad altre cavie è stato somministrato in pari quantità dell’estradiolo, l’ormone usato nella pillola contraccettiva.

Il test mirava a verificare se certi danni alla prostata del neonato avvenivano quando la madre, prendendo la pillola, restava accidentalmente incinta. Invece la prova ha dimostrato che entrambe le sostanze alteravano la prostata: e in quantità minime, molto minori di quelle che gli esseri umani ingeriscono bevendo dalle bottiglie di plastica.

Basterebbe pensare come sono stoccate le bottiglie di plastica nei supermercati, nei depositi, ecc… In genere al sole quindi in condizioni in cui si ha passaggio di bisfenolo nell’acqua che poi sarà bevuta.

E gli italiani sono i massimi consumatori mondiali di acqua minerale: 184 litri a testa, per una spesa di circa 500 euro all’anno a famiglia (i tedeschi non arrivano a 145 litri).(Autore: Maurizio Blondet)

Sarebbe quindi più sensato bere acqua dal rubinetto di casa dove l’acqua che scorre è fresca, controllata e sicuramente in linea con i valori previsto dalla legge 31/01. E se la stessa ha cattivi odori o dubitiamo della sua qualità, basta prevedere un impianto di trattamento acqua scelto in funzione della zona, delle caratteristiche dell’acqua erogata dal comune e delle proprie necessità, privilegiando sempre impianti di ditte note, facilmente contattabili e  con servizi assistenza presenti sul territorio.