Bottiglie di plastica: danno per la salute?

bottiglie-plastica-g-640x480Il bisfenolo A è una sostanza ampiamente usata per le bottiglie in plastica, il sottile film interno alle scatolette di cibi conservati, le tettarelle per lattanti e le confezioni alimentari. Se ne producono annualmente 2,8 milioni di tonnellate ed è già nota per la sua tossicità. Il nuovo allarme arriva dagli Stati Uniti, dove, secondo uno studio, alte concentrazioni  della molecola tossica nel sangue della donna incinta,  accrescono il rischio di aborto  dell’ 80% . In realtà, perchè la molecola entri in circolazione è sufficiente il contatto con il materiale incriminato: per chi è in dolce attesa dunque, bollino rosso sui cibi preconfezionati e sulle classiche bottiglie di plastica dimenticate al sole. Lo studio è stato presentato a Boston in occasione della conferenza annuale dell’American Society for reproductive Medicine (Asrm) (fonte: Adnkronos Salute)

Già si sapeva che questa sostanza contaminava gli alimenti con cui veniva a contatto, ed era sospettata di alterare gli ormoni sessuali umani. Ma  uno studio ha scoperto che è collegata anche col cancro alla prostata. In particolare, l’assunzione nella dieta umana di quantità piccole ma costanti di bisfenolo è particolarmente pericoloso nelle donne in gravidanza, alterando in modo cruciale, ma invisibile, lo sviluppo dei neonati.

La sostanza provoca infatti alterazioni microscopiche nella prostata del feto, che non sono riscontrabili alla nascita. Gli effetti si fanno sentire con gli anni, nella terza età, con ipertrofia delle prostata e tumore. Le alterazioni possono causare anche malformazioni dell’uretra. In Italia si registrano ogni anno 11 mila nuovi casi di cancro prostatico, e 6.300 morti per questa patologia: è la seconda causa di morte per cancro negli uomini, dopo il cancro al polmone.

Piccolissime quantità di questa plastica bastano dunque, nella vita fetale, a scombinare il sistema genitale dei maschi. La scoperta è dovuta all’equipe del professor Frederick vom Saal, che lavora all’Università del Missouri. Il gruppo ha somministrato a topine gravide piccolissime quantità di bisfenolo-A, mentre ad altre cavie è stato somministrato in pari quantità dell’estradiolo, l’ormone usato nella pillola contraccettiva.

Il test mirava a verificare se certi danni alla prostata del neonato avvenivano quando la madre, prendendo la pillola, restava accidentalmente incinta. Invece la prova ha dimostrato che entrambe le sostanze alteravano la prostata: e in quantità minime, molto minori di quelle che gli esseri umani ingeriscono bevendo dalle bottiglie di plastica.

Basterebbe pensare come sono stoccate le bottiglie di plastica nei supermercati, nei depositi, ecc… In genere al sole quindi in condizioni in cui si ha passaggio di bisfenolo nell’acqua che poi sarà bevuta.

E gli italiani sono i massimi consumatori mondiali di acqua minerale: 184 litri a testa, per una spesa di circa 500 euro all’anno a famiglia (i tedeschi non arrivano a 145 litri).(Autore: Maurizio Blondet)

Sarebbe quindi più sensato bere acqua dal rubinetto di casa dove l’acqua che scorre è fresca, controllata e sicuramente in linea con i valori previsto dalla legge 31/01. E se la stessa ha cattivi odori o dubitiamo della sua qualità, basta prevedere un impianto di trattamento acqua scelto in funzione della zona, delle caratteristiche dell’acqua erogata dal comune e delle proprie necessità, privilegiando sempre impianti di ditte note, facilmente contattabili e  con servizi assistenza presenti sul territorio.

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Emergenza idrica: 120 litri di acqua a testa sprecati ogni giorno solo in Italia

consumoacquaEntro il 2050, 48 Nazioni si troveranno ad affrontare la scarsità d’acqua, mentre le malattie legate all’acqua non salubre o alla mancanza d’acqua provocano 3.575.000 morti ogni anno.

Secondo l’Onu, oggi , più di un miliardo di persone non raggiunge gli standard minimi di acqua dolce pro capite, stimati tra i 20 e i 40 litri al giorno, mentre nei paesi europei il consumo medio a testa è sui 300 litri al giorno.

Le piogge sono in diminuzione e le persone che si dissetano in fonti d’acqua non sicure sono sempre più numerose. Due milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie legate all’uso di acqua contaminata: tifo, colera, scabbia, tracoma e diarrea.

Negli Stati Uniti,  il trattamento non ottimale dell’acqua causa fino a 16 milioni di malattie all’anno ed oltre il 22% dell’acqua trattata e distribuita va dispersa.

In Italia questo dato supera il 32%, pari a circa 120 litri a testa “persi” ogni giorno. Le maggiori inefficienze di rete sono in Puglia e Sardegna, con dispersioni oltre 40% (Fonte ISTAT).

Occorrerebbe davvero fare un po’ più di attenzione per ridurre il proprio impatto idrico perchè sono proprio le nostre azioni quotidiane compiute sovrappensiero a farci consumare inutilmente grandi quantità di acqua. Ecco alcuni ulteriori dati che fanno riflettere:

  • radersi per cinque minuti con l’acqua che scorre vuol dire sprecare 25 litri di acqua
  • spazzolarsi i denti per un paio di minuti con il rubinetto aperto, significa buttarne via 10 (se invece lo si chiude, se ne risparnmiano 4)
  • lavarsi nella vasca da bagno richiede 150 litri d’acqua, ma per una doccia ne bastano 100
  • un wc che sgocciola può sprecare fino a 2200 litri di acqua al giorno

(Notizie tratta da adkronos e il Venerdì di Repubblica)

Il mistero dell’acqua svelato: ha due volti. Ecco perché è così unica!

Uno studio italiano su Nature Communication: il liquido, pur composto dagli stessi atomi, ha una diversa organizzazione molecolare, a bassa e alta densità. Un’ipotesi che potrebbe spiegare le anomalie delle sue caratteristiche fisiche rispetto agli altri liquidi.

Leggi l’intero articolo a questa pagina:

http://www.repubblica.it/scienze/2013/09/16/news/acqua_molecole-66644974/

Epidemia di legionella anche in Germania

Oltre 150 persone infette e almeno due morti. È il risultato, sin qui purtroppo parziale, del propagarsi di una infezione di legionella a Warstein in Germania.

Il focolaio, nel Nordreno Vestfalia, è stato identificato in un stabilimento di depurazione delle acque e ha colpito persone di ogni età. Il virus attacca i polmoni, provoca febbre e stato di spossatezza che può arrivare fino alla morte.Il virus si sarebbe trasmesso per aerosol, ovvero goccioline infette sarebbero entrate in contatto delle persone che si sono ammalate.

Guarda il video:

Lissone, terzo caso di legionella. L’Asl ordina la bonifica dell’acqua

Il proseguire dell’emergenza è confermato dalle risultanze dei rilievi fatti dall’Azienda sanitaria locale a ridosso di ferragosto. Adesso, per debellare definitivamente la presenza del batterio, si è deciso di trattare i depositi idrici con soluzioni di cloro. Ma le decine di famiglie che abitano nelle case popolari preferiscono non fidarsi e utilizzare acqua in bottiglia. Almeno finchè il fenomeno non sarà rientrato.

Leggi l’articolo completo qui: http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/lissone-terzo-caso-di-legionella-lasl-ordina-la-bonifica-dellacqua_1021566_11/

 

Rischio legionella per la mancata manutenzione programmata: i dipendenti lanciano il loro grido.

La mancata manutenzione delle sale operatorie e degli impianti di condizionamento e refrigerazione, così come denunciato dagli operatori stessi della centrale termo-sanitaria ed elettrica della struttura Ruggi d’Aragona a Salerno,  può comportare  notevoli rischi per la salute dei malati e dei dipendenti. Leggi l’articolo completa a questo link:http://www.positanonews.it/articoli/101697/salerno_ruggi_ldquosale_operatorie_a_rischio_legionellardquo.html

Quando la legionella entra in ospedale: due casi in un nuovo ospedale di Brisbane in Australia

Il morbo del legionario (legionella pneumophila) ha sintomi paragonabili a quelli di un’influenza acuta e normalmente evolve verso un esito infausto solo in pazienti anziani, affetti da malattie croniche  o immunodepressi. Il problema quindi diventa particolarmente serio se e quando l’infezione si diffonde in un ospedale, un posto in cui tutte queste condizioni sono presenti e concentrate. 

Due casi, di cui uno letale, di legionella in un ospedale privato di Brisbane. Iniziati i controlli sui pazienti ospitati nell’ultima settimana e sul personale del Wesley Hospital (circa 3000 persone) per verificare che non vi siano altri casi in incubazione. 

Fonte e articolo completo su: http://www.lastampa.it/Page/Id/1.0.2306974589